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Il collegamento tra il vano murario e la finestra è affidata al “giunto” che deve garantire l’assorbimento dei movimenti differenziali di natura termica, igrometrica e strutturale dei diversi componenti e, al contempo, impedire il passaggio dell’aria, dell’acqua, del calore e del suono. Inoltre, deve assicurare anche la durabilità, la manutenibilità e la sostituibilità nel tempo. 


La presenza di un falso telaio, detto anche controtelaio, consente di assorbire e compensare le irregolarità del vano murario poiché costituisce il riferimento per la posa del serramento, delle soglie e del cassonetto. Per questa ragione è molto importante controllare che sia complanare, ortogonale e posato a piombo rispetto al piano della parete, senza inclinazioni, rastremazioni o variazioni tensionali e che la zona di inserimento delle soglie sia riempita accuratamente con malta. Il controtelaio è presente nella maggior parte degli edifici ma, in sua assenza, possono essere utilizzati altri sistemi di ancoraggio. Le forme più frequenti del vano murario consentono di avere tolleranze di posa del telaio fisso di 10÷12 millimetri di larghezza e di 5÷6 millimetri di altezza.

I punti critici riguardano l’attacco laterale tra serramento e muratura, l’attacco superiore al voltino o all’architrave e l’attacco inferiore al davanzale o alla soglia. In questi punti è necessario garantire:
resistenza meccanica: il serramento deve scaricare le sollecitazioni nei punti previsti del vano murario, senza creare cedimenti dell’infisso o della muratura: 

  • stabilità alle sollecitazioni ambientali: il serramento non deve subire deformazioni plastiche o elastiche; 
  • tenuta all’acqua del giunto di interfaccia tra serramento e vano murario;
  • tenuta all’aria del giunto tra l’infisso e la parete e, soprattutto, tra il serramento e la soglia inferiore o davanzale;
  • assenza di ponti termici e acustici tra il serramento e il paramento murario; 
  • assenza di condensa sul telaio;
  • compatibilità materica tra il muro e il telaio e tra il sistema di schermatura e la parete.

Le variazioni dimensionali e meccaniche e l’incompatibilità chimico-fisica sono legate a infiltrazioni di acqua e di aria, a variazioni termoigrometriche ed a errori di progettazione, fabbricazione e montaggio. Per proteggere il serramento dalla variabilità climatica esterna, è necessario realizzare una barriera di protezione dalle intemperie. La barriera anti-pioggia ha il compito di far defluire la pioggia battente verso l’esterno, impedendone la penetrazione, il deflusso incontrollato e la diffusione del vapore acqueo o della condensa interstiziale. La differenza di pressione tra ambiente interno ed esterno creata dal vento, inoltre, può favorire l’infiltrazione dell’acqua meteorica. 

La barriera anti-vento, invece, deve soddisfare i requisiti di isolamento termico e di protezione contro le infiltrazioni d’aria. 
Di seguito, sono indicate le verifiche da effettuare e i criteri di scelta del serramento.

Focus sul vano murario
Nel vano murario, la finestra può essere posizionata nei seguenti modi:

  • sul filo esterno, con il serramento privo di battuta strutturale e allineato rispetto alla facciata;
  • sul filo interno di murature dotate di battuta strutturale; 
  • in battuta, con il serramento posto in mezzeria di un pacchetto murario dotato di battuta strutturale.

In base alla posizione è possibile determinare le prestazioni termiche del sistema. L’attacco del serramento, infatti, porta a una distorsione delle linee isoterme, ovvero delle linee che collegano i punti caratterizzati da unatemperatura costante. 

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